Un bambino, nato in seguito a parto cesareo, risultava affetto da danni cerebrali irreversibili, cagionati dalla prolungata sofferenza fetale cui il nascituro era stato sottoposto per il ritardo nell’esecuzione del taglio cesareo.
Profilandosi un’ipotesi di responsabilità professionale colposa dei sanitari operanti presso la divisione Ostetricia e Ginecologia, i genitori del bambino si rivolgevano allo Studio Legale al fine di ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali ed extrapatrimoniali patiti in conseguenza dall’errata prestazione sanitaria. Fallito ogni tentativo di comporre bonariamente la vertenza, veniva incardinato giudizio civile dinanzi al Tribunale competente. L’Ente ospedaliero convenuto, alle cui dipendenze lavoravano i sanitari che avevano effettuato il taglio cesareo, chiedeva di essere autorizzato a chiamare garanzia la propria Compagnia di assicurazione.
Si costituiva quindi in giudizio la Società assicurativa, rilevando l’insussistenza di elementi di responsabilità professionale nell’operato dei sanitari ed evidenziando la tempestività e la perizia con cui era stato eseguito l’intervento medico.
Nel corso dell’istruttoria, tuttavia, parte attrice dimostrava come i danni cerebrali patiti dal bambino, caratterizzati dall’impossibilità grave di deambulazione autonoma, da ritardo motorio e cognitivo-relazionale, nonché da sindrome epilettica con crisi generalizzate, fossero inequivocabilmente riconducibili al comportamento colposo dei sanitari che avevano ingiustificatamente ritardato l’espletamento del parto per via laparotomica, nonostante l’evidente stato di sofferenza fetale del nascituro.
Ciò veniva confermato anche in sede di operazioni peritali dal nominato C.T.U. Evidenziato il comportamento colposo dei sanitari e il nesso di causalità tra l’evento lesivo e i gravissimi danni cerebrali, prima della pronuncia della sentenza, parte attrice otteneva dalla convenuta Compagnia di assicurazione il risarcimento dei danni biologico, morale e patrimoniale patiti sia dal bambino sia iure proprio dai genitori, per un importo complessivo di Lire 2.250.000.000
(Euro 1.162.028,02).

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